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Santi e santuari lungo le vie dei pellegrini |
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Scritto da walter
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domenica 09 novembre 2008 |
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Molti sono i santuari disseminati sul territorio salentino, e tutti hanno in comune il carattere di oasi, di “luogo a parte”: il silenzio e la spiritualità
sono tanto presenti che sembrano quasi avvolgere il visitatore ancora prima di entrarvi, come a volerlo proteggere sotto un ampio manto di fede
divina. Tanti sono i santuari che diventa difficile stilare una classifica o un percorso ideale, dato il fitto reticolo di intricati percorsi che conducevano i
pellegrini ai luoghi di culto; quel che è certo è che il maggior flusso di fedeli aveva termine a Leuca, in quella Basilica Pontificia, nota come Santuario
di S. Maria de Finibus Terrae, che si eleva come una piccola fortezza sul promontorio più a sud-est d’Italia. Segni dell’antica devozione popolare e del cammino dei fedeli sono la seicentesca colonna votiva e la croce dei primi del Novecento erette sull’ampio piazzale antistante, circondato da una metafisica sfilata di archi in pietra che inquadrano il cielo ed il mare. Lungo la strada per Leuca, i pellegrini provenienti dall’area jonica e dal lato adriatico trovavano una successione di altri santuari, intesi come luoghi di culto e strutture per la temporanea accoglienza, come nel caso del settecentesco complesso noto come “Leuca piccola” a Barbarano. L’elenco dei santuari da visitare si arricchisce di nomi e luoghi, ognuno con la sua specificità ed i suoi caratteri distintivi che rimandano spesso ad edifici eretti nei secoli XII e XIII, e allo stretto binomio fra architettura e natura: i segni del linguaggio romanico-gotico sono ben riconoscibili in S. Maria della Strada a Taurisano e nell’alta e slanciata arcata ogivale della Madonna della Lizza ad Alezio, e dopo molti secoli tali stili sono ripresi con maggior enfasi propria dell’eclettismo nella Madonna della Coltura a Parabita, riedificata nei primi decenni del Novecento. Sulla sommità di modesti colli e immersi nella natura sono alcuni panoramici santuari extraurbani, come la Madonna di Montegrappa a
Tuglie, la Madonna di Montevergine presso Palmariggi (luogo unico in cui coesistono felicemente una cripta affrescata di età bizantina, una chiesa barocca ed una tardottocentesca guglia votiva), la settecentesca Madonna di
Coelimanna sulle pendici della Serra di Supersano e la famosa Chiesa dei Martiri a Otranto. Tra gli oliveti che circondano Cursi è stato invece eretto il piccolo Santuario della Madonna dell’Abbondanza, che rimanda ad
antichi modelli di architettura sacra con la sua pianta a croce
greca e l’agile cupola. Rientriamo nei centri abitati e dopo aver visitato il Santuario di S. Rocco a Torrepaduli presso Ruffano, ancora oggi meta di pellegrini, e il SS. Crocefisso a Galatone, straordinario tempio del barocco leccese, l’itinerario si conclude con una lunga sosta a Copertino, dove nacque e visse San Giuseppe Desa: in questo caso si può parlare di un “santuario diffuso” nell’abitato, dato il numero di luoghi legati alla vita del “Santo che vola”, dalla casa natìa al Santuario della Grottella.
Fonte APT Lecce
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