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Pietre sulle rocce, torri e fari: antiche difese a picco sul mare e moderne sentinelle di luce PDF Stampa E-mail
Scritto da walter   
domenica 09 novembre 2008
La serpeggiante strada litoranea che circoscrive la penisola salentina è la nostra silenziosa guida alla scoperta di fari e torri costiere, abbarbicate su spuntoni di roccia a picco sul mare come Torre S. Emiliano presso Porto Badisco o disseminate sulla costa sabbiosa, bassa come nel caso di Torre Pali, interamente abbracciata dalle acque dello Jonio. Costruite perlopiù nella prima metà del Cinquecento, le torri quadrate o cilindriche che puntellano tutta la costa di Terra d’Otranto costituiscono la prima rete di “radar” per l’avvistamento degli atavici pericoli provenienti dal mare, e - fatta eccezione per i rari casi di città marinare come Otranto e Gallipoli - per diversi secoli sono state l’unica forma di presenza umana a ridosso del litorale. Grandi e piccoli monumenti eretti in contrapposizione al mare, a difesa della terra: oggi solo poche sono visitabili come Torre Lapillo a Porto Cesareo, la maggior parte sono in abbandono e semicrollate, ma in alcuni casi anche l’aspetto diruto ben si sposa al carattere selvaggio e scabro del territorio costiero, e oggi le torri sono semplici punti di osservazione di un paesaggio unico e mutevole. E’ un paesaggio di pietre su rocce, di duro lavoro umano su una natura avara di vegetazione, di geometrie semplici e riconoscibili su promontori a loro volta segnati dalle pietre dei muretti a secco e dei minuscoli trulli. Moderne sentinelle del mare e attuali esempi di archeologia industriale, anche gli ottocenteschi fari non sono visitabili ma il dettaglio è tutto sommato trascurabile, dal momento che l’inserimento di queste alte e candide candele di luce notturna nel paesaggio costiero è sempre vario e scenograficamente armonioso. Dal faro di Punta Palascìa presso Otranto, invisibile dalla strada litoranea ma maestoso dalla sottostante Baia delle Orte, a quello che si eleva sul promontorio di Leuca e sembra proiettare il suo fascio sino ai confini del mondo; dal faro sull’isola di S. Andrea a Gallipoli, vero avamposto gettato su un basso scoglio nel mare e lì dimenticato, ai più modesti esempi installati in antiche torri costiere come a Torre S. Andrea presso Melendugno, a Torre S. Giovanni presso Ugento e nella vicina Torre Vado sullo Jonio.Fonte APTLecce
 
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