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mercoledì 07 luglio 2004 |
La leggenda tramanda che già prima della guerra di Troia esistesse Sybar, città messapica che, dopo l'avvento degli Japigi, e la successiva conquista romana nel III secolo a.C., latinizzò il suo nome in Lupiae, passando da statio militum (stazione militare) a municipium (comunità cittadina affiliata a Roma).
Conobbe un periodo di notevole magnificenza sotto la guida dell’Imperatore Marco Aurelio. Il nucleo cittadino si spostò poi di circa 3 km a nord-est e prese il nome di Licea o Litium. La nuova città fiorì in epoca adrianea e venne arricchita di un teatro e di un anfiteatro e collegata al Porto Adriano (oggi San Cataldo).
Dopo una breve parentesi dei Greci, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto, e nel 542 e nel 549 rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente per cinque secoli. Successivamente, dal VI secolo d.C. in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi.
Fu la conquista Normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Infatti, a partire da Goffredo d'Altavilla (1053) i conti normanni vi tennero corte e qui nacque Tancredi, figlio di re Ruggero II di Sicilia, ultimo re normanno. Ai Normanni seguirono gli Svevi e gli Angioini.
Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli sotto la monarchia di Ferrante d'Aragona, che trasformò Lecce in "Sacro Regio Provinciale Consiglio Otrantino", facendole acquistare sempre più importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee. In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi, albanesi e fu importante centro culturale.
Nel XV secolo ebbero particolare fortuna le sue attività commerciali. Nei due secoli seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la Città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e dell’attuale Porta Napoli. Il 1630 fu l'anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche, si danno da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più belle ed importanti.
Una tremenda epidemia di peste funestò Lecce nel 1656. Le vittime furono migliaia e la tradizione religiosa narra che, dopo tanta attesa, avvenne un miracolo per intercessione di Sant'Oronzo, che fu poi per questo proclamato patrono della Città. Precedentemente la patrona era Sant'Irene
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 13 ottobre 2008 )
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