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Il Duomo PDF Stampa E-mail
Scritto da francesco   
sabato 11 ottobre 2008
ImageÈ il barocco a dominare nella centrale Piazza Duomo. Questo grande cortile, poi modificato, risale al tempo del vescovo Gerolamo Guidano. Ad esso si accede attraverso i propilei, realizzati verso la fine del XVIII secolo da Emanuele Manieri, essendo stati abbattuti gli originali muri d'ingresso. L'architetto leccese, che si adoperò per armonizzare l'arredo urbano, realizzò, ai lati dei propilei, i palazzi gemelli che, entrambi al piano terreno, palesano arcature a bugne lisce, oggi in parte chiuse o trasformate in porte e finestre. A sinistra della piazza si erge imponente il campanile, opera di Giuseppe Zimbalo, mentre al centro la cattedrale e, in posizione più arretrata, l'episcopio. Sulla destra, infine, si trova il seminario. Collocato al centro della omonima piazza, il Duomo, tra i più belli d'Italia, fu costruito una prima volta nel 1144, poi nel 1230. Su richiesta dell'arcivescovo di Lecce, Luigi Pappacoda, il duomo fu completamente ristrutturato negli anni tra il 1659-70 da Giuseppe Zimbalo a cui si deve anche l'attigua torre campanaria alta 70 metri circa e suddivisa in 5 piani con finestre molto slanciate; termina con una loggia ottagonale. Precedentemente a tali restauri l'area del duomo risultava "chiusa" infatti vi era un entrata chiusa, dove oggi vi è l'entrata nella Piazza del Duomo divenuta dopo tali lavori accessibile. Il tempio possiede due prospetti, di cui il principale è quello a sinistra dell'episcopio, mentre l'altro guarda l'ingresso della piazza. La facciata principale, piuttosto semplice sotto il profilo decorativo, si sviluppa in due ordini ove appaiono le statue, allogate in nicchioni, dei SS. Pietro e Paolo, di S. Gennaro e di S. Ludovico. La disposizione delle paraste scanalate fa intravedere che la chiesa è strutturata in tre navate. Il prospetto secondario, invece, è ricco, esuberante. Si evidenzia il portale sovrastato da una balaustra; al centro, si innalza la statua di S. Oronzo mentre, in basso, due nicchie ospitano le statue dei SS. Giusto e Fortunato. Il Duomo, a croce latina, ha 12 altari, oltre il maggiore, per la più parte del tardo Seicento, ed è ricco di opere pittoresche realizzate da valenti artisti, tra quali Giuseppe da Brindisi, Oronzo Tiso, Gianserio Strafella, G. Domenico Catalano e G. A. Coppola. La Cattedrale possiede una cripta del XII secolo, rimaneggiata nel XVI con aggiunte barocche. Il Campanile fu eretto da Zimbalo tra il 1661 ed il 1682. È alto circa 70 metri e in cima è situata una statuetta di Sant'Oronzo in ferro. Risulta essere il 17º campanile in Europa per altezza, tant'è che dalla sua sommità si scorge l'Adriatico e, in giornate particolarmente limpide, anche le montagne dell'Albania. L'Episcopio Costruita per la prima volta nel XV secolo, la residenza del vescovo fu ampliata nel 1649 dal Pappacoda e infine, nel 1761 venne ristrutturato da mons. Alfonso Sozy-Carafa che affidò i lavori ad Emanuele Manieri. L'architetto leccese non perse d'occhio l'unità scenografica con cui si presentava la piazza, e allora eliminò la scala esterna ridisegnando in maniera più razionale e armoniosa la facciata della residenza vescovile. Il prospetto dell'Episcopio si dispone ad angolo retto e si allinea, pertanto, a destra del seminario e a sinistra della Cattedrale. Sia le nuove arcate del lato destro che le sei del lato opposto (3+3) sono intercalate da colonne doriche. Considerando il prospetto noteremo, sul portale, al secondo ordine, tre nicchie in cui sono ospitate statue (quella della Vergine al centro), mentre il fastigio contiene il centrale orologio (1761) che fu inventato dal leccese Domenico Panico. Il Seminario Questo interessante monumento si deve alla volontà del Vescovo Michele Pignatelli (1682-1695). L'architetto Giuseppe Cino lo realizzò tra il 1694 e il 1709. Il prospetto è bugnato, è scandito da due serie di otto finestre elegantemente incorniciate e inframmezzate, al centro, dal portone d'ingresso sovrastato da un ampio balcone centrale incluso da archi. L'edificio è coronato da una balaustra, ma continua con un altro piano di epoca posteriore. Entrati nell'edificio, si notano sulle pareti laterali dell'ingresso otto busti in pietra leccese che rappresentano i dottori della Chiesa. Pervenuti nell'ampio atrio, si scorge al centro un magnifico pozzo, opera del Cino, finemente decorato, che sembra ad alludere ad un canestro con manico. In questo edificio esiste una graziosa cappella elegantemente decorata.
Ultimo aggiornamento ( domenica 12 ottobre 2008 )
 
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