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Le cose accadono
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Angelo Cannavacciuolo Le cose accadono Cairo Editore pagg. 237, € 14,00 Angelo Cannavacciuolo torna a fotografare umori, colori ed eterni problemi della sua Napoli: camorra, speculazione edilizia, degrado. In questo ultimo lavoro tuttavia, la cittadina partenopea diventa poco più che uno sfondo mescolandosi a un contesto più globale dove i cumuli di immondizia si rincorrono nei tiggì con le bombe nella metropolitana di Londra o i duelli pre-elezione. Vite assiepate in caseggiati popolari di periferia a cui nessun credito di fiducia è concesso contro studi legali al Centro direzionale o il chiacchiericcio privilegiato e intellettualoide di chi abita palazzi dalle facciate neoclassiche e finemente decorate. In mezzo, come a tenere simbolicamente un piede sulla banchina e uno sulla nave, Michele Campo, logopedista con il sogno irrealizzato di atleta, un’infanzia gelida e buia al Vomero e il resto della vita a cercare di mantenere quel posto agognato e ritagliato faticosamente tra le fila dell’alta borghesia. A rappresentare le due sponde, Costanza, affermata neuropsichiatria infantile e sua convivente, chiave di volta di un mondo fatto di serate a teatro, di mostre a Capodimonte e in cui il dolore passa sotto le finestre, al di là delle tende bianche. Dall’altra, una bambina arrabbiata di cinque anni, Martina, incontrata casualmente in una casa-famiglia e la cui vita è iniziata in seguito a una violenza sulla madre disabile ed è proseguita per volontà di un’assistente sociale dal trabordante senso morale. Attorno a Martina, una numerosa famiglia che si arrabatta come può cercando ogni giorno di vincere la miseria e la rassegnazione. L’affido di Martina diviene il simbolo di un riscatto sociale per sua nonna Geppina, ma le cose accadono, e non sempre abbiamo scelto ciò che abbiamo vissuto. Bisogna solo decidere cosa farne e se non vi abbiamo pareggiato i conti, il passato può anche ammazzarci. Per Michele, Martina è un boomerang che rappresenta il mondo di compromessi e privazioni che si è voluto lasciare alle spalle, ma con cui tenterà una riconciliazione. Resta da arrivare alla fine e scoprire se Michele sceglierà di scomparire o lasciarsi vivere nell’ingannevole presente. Sorprese a ogni pagina e i repentini flash-back svelano una tecnica sapiente, che sa giocare con i ritmi e con la mente del lettore che, scorrendo la pagina, vede comporsi le immagini dell’ultimo film di Woody Allen, sente risuonare le note di Stormy Weathers cantata da Frank Sinatra o rivive la morte di Giovanni Paolo II. Tuttavia, non poteva che essere così per chi milita da un bel pezzo nella scrittura cinematografica e teatrale. |
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