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Pride and glory
Categoria: Top Film |
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Quattro agenti della squadra narcotici della polizia di New York vengono massacrati in quello che a tutti gli effetti sembra un agguato. Incaricato di dirigere la task force preposta d indagare sul massacro è Ray Tierney, agente ormai uscito dal giro e soprattutto fratello del capitano della narcotici Francis (Noah Emmerich). Ben presto le indagini portano Ray a scontrarsi non soltanto con Francis, ma con tutta la sua famiglia composta da poliziotti, ed in particolare con il cognato Jimmy Egan (Colin Farrell), poliziotto dalle maniere anche troppo spicciole che vuole incastrare l’assassino dei suoi colleghi per avere la sua giustizia privata…. Negli ultimi tempi un genere come il noir, o meglio il poliziesco, sta vivendo una discreta rifioritura, dovuta sopratuttto a prodotti medi che contengono al loro interno una decisa dose di toni cupi e melodrammatici; il miglior prodotto venuto fuori da questo periodo è senza dubbio “I padroni della notte” (We Own the Night, 2006) di James Gray, ma anche questo nuovo “Pride and Glory”, diretto da Gavin O’Connor, si presenta come prodotto non indimenticabile ma di tutto rispetto. I meccanismi narrativi e le psicologie dei personaggi non sono particolarmente originali, bisogna ammetterlo, ma sono comunque sviluppati con una certa professionalità, a parte forse il finale che diventa un po’ troppo meccanico, i cui eventi vengono eccessivamente “costruiti” per portare alla soluzione finale. I pregi del film di O’Connor stanno prima di tutto negli attori, soprattutto in un Edward Norton che finalmente torna su livelli di recitazione almeno accettabili: se siamo ancora lontani dalle grandi prove che ce lo hanno fatto amare, almeno in questo film l’attore non si riduce ad una prova francamente deludente, come gli è capitato moto spesso in tempi recenti. Accanto a lui spicca la caratterizzazione sempre concreta del veterano Jon Voight, mentre merita una segnalazione anche un attore di contorno come Noah Emmerich; a deludere invece è Colin Farrell, che quasi mai lascia il segno con la sua interpretazione al solito istrionica. Cupo, discretamente calibrato, “Pride and Glory” è un prodotto di genere che non esalta ma neppure annoia, e regala quindi al pubblico uno spettacolo tutto sommato accettabile. Qualche lentezza di troppo avrebbe consigliato una durata minore del film, che andava magari sforbiciato principalmente nella parte finale, per rendere la tram più fluida ed asciutta. |
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