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Chiesa di San Matteo, Santa Irene, San Francesco della scarpa |
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Scritto da Administrator
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domenica 12 ottobre 2008 |
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a Chiesa di San Matteo nacque nel 1667 dai disegni dell'architetto Giovann'Andrea Larducci e presenta gli elementi architettonici tipici delle chiese del pieno periodo barocco dell'Italia centrale. Il suo accordo plastico composto dall'ordine inferiore convesso e il superiore concavo, infatti, è poco usuale tra i monumenti dell'arte del Salento e di Lecce. Una curiosa leggenda riguarda una colonna della facciata di tale chiesa; infatti sulla facciata sono presenti due colonne una delle quali è completamente priva di ornamento, l'altra è composta da un ornamento a forma di spirale ma solo per circa metà dell'intera lunghezza della colonna: si narra infatti che il diavolo invidioso dell'opera dello scultore, fece in modo che quest'ultimo perdesse la vita prima di completare il lavoro.
Chiesa di S. Irene [modifica]
La Chiesa di Sant'Irene, intitolata a Sant'Irene patrona della città di Lecce fino al 1656, rispecchia, in tutta la sua sontuosa bellezza,la devozione e il rispetto che i leccesi avevano per la loro santa protettrice. La chiesa di S. Irene fu edificata dal 1591 su progetto del teatino Francesco Grimaldi. La grandiosa facciata è composta da due assetti stilistici sovrapposti, la parte inferiore è suddivisa in cinque ampi spazi, di cui quelli laterali ospitano delle nicchie vuote, mentre quello centrale il portale e termina in alto con la statua della santa messa in risalto da uno arco semicircolare, opera di Mauro Manieri del 1717. La parte superiore è frazionata in tre parti, le laterali ospitano delle nicchie vuote e la centrale una ariosa finestra. Sulla trabeazione si legge un'iscrizione dedicata a Santa Irene: «Irene virgini et martiri», il tutto è completato in alto da un frontespizio triangolare con lo stemma della città. L'interno, a croce latina e ad una sola navata, si modula in modo molto più sobrio rispetto al prospetto esterno, presentando, per ogni lato, tre profonde cappelle, comunicanti tra loro, caratterizzate da volte ellittiche illuminate a luce naturale, la prima a destra, dedicata a San Carlo Borromeo, è abbondantemente decorata da colonne tortili. Il secondo altare dell'Arcangelo Michele venne costruito da Cesare Penna nel 1642 e contiene una copia dipinta del famoso quadro del santo realizzato da Giudo Reni, lateralmente alla tela, tra le colonne corinzie fanno capolino le statue degli evangelisti e in alto volteggiano delicati angeli musicanti. Infine, la terza cappella accoglie un altare settecentesco votato alle Anime del Purgatorio con una recente tela di Luigi Scorrano.
L'altare maggiore della Croce subì nel 1753 dei rimaneggiamenti che ne cambiarono di molto l'aspetto originario, l'altare si caratterizza per la presenza del dipinto intitolato ”Il Trasporto dell'Arca Santa”, magistrale capolavoro artistico realizzato da Oronzo Tiso. Nel braccio destro del transetto troviamo l'altare dell'Angelo Custode risalente al 1700. Accanto uno tra gli altari più maestosi di Lecce, l'altare dedicato nel 1651 a S. Gaetano da Thiene dall'Arcivescovo di Otranto Gaetano Cassa, al centro dell'insieme si pone la tela a olio posta raffigura il fondatore dell'ordine dei Teatini, a cui il committente apparteneva, realizzata da Filippo Maria Galletti. Subito dopo troviamo l'altare di S. Andrea Avellino, particolare per le sue esuberanze decorative in stile rococò. Nel braccio sinistro del transetto, dopo l'altare della Croce, vi è l'altare di Sant'Oronzo realizzato verso la metà del Seicento, una delle ultime realizzazioni di Francesco Antonio Zimbalo, zio di Giuseppe, che si spegnerà da lì a poco nel 1630. A seguire l'altare di S. Irene, con tela della santa dipinta ad Giuseppe Verrio nel 1639 e in basso ben nove busti di santi che racchiudono ognuno le reliquie del religioso raffigurato, in alto primeggia la statua di S. Irene sormontata dallo stemma civico di Lecce.
A destra dell'altare di S. Irene, troviamo l'altare della Sacra Famiglia realizzato nel 1672. Sempre proseguendo verso l'ingresso, ci sono l'altare della Vergine del Buon Consiglio, l'altare del Crocifisso e, infine, l'altare di S. Stefano, che contiene vari quadri importanti, tra cui la Lapidazione di S. Stefano, opera di Antonio Verrio. I muri della sagrestia della chiesa di S. Irene, come il resto della chiesa è riccamente decorata da numerose tele di inestimabile valore artistico, di cui ricordiamo la più famosa tela della Madonna della Libera.
Chiesa di San Francesco della Scarpa [modifica]
Altare barocco, chiesa di S. Francesco della Scarpa
Altare barocco, chiesa di S. Francesco della Scarpa
La chiesa di San Francesco della Scarpa, si trova appena all'inizio del centro storico leccese, di fronte alla stazione ferroviaria. Tale chiesa viene anche denominata "la chiesa senza facciata", poiché, a differenza delle sfarzose chiese barocche leccesi, tale chiesa a causa di lavori ottocenteschi ha "perso" la sua facciata, che oggi si inserisce nel colonnato dell'ex convitto Palmieri. Per tale motivo la chiesa è sconosciuta a molti. All'interno si rivela un vero e proprio gioeiello: infatti, a differenza dell'obliterata entrata, l'interno risulta di una certa imponenza, la pianta è a croce greca, precedentemente era a croce latina; cronologicamente la parte più antica dovrebbe essere del XIII - XIV secolo: a testimonianza di ciò vi sono alcune scritte sui muri interni.
Una leggenda narra che qui abbia riposato San Francesco d'Assisi di ritorno dalla Palestina. Una volta giunto il momento della partenza, si narra che i leccesi tennero una sua scarpa in ricordo del Santo, da cui il toponimo di San Francesco della Scarpa. Vi sono anche alcune epigrafi di cui una probabilmente di una tomba medievale, le altre seicentesche e ottocentesche. Di particolare pregio anche alcuni altari barocchi e una statua di notevole grandezza in pietra leccese raffigurante San Giuseppe. Oggi la chiesa dopo numerosi restauri ha in parte recuperato l'antico splendore dopo anni di oblio, risulta consacrata e in determinati periodi è usata per mostre d'arte, per conto del Museo Archeologico Provinciale "Sigismondo Castromediano".
Chiesa di San Giovanni Battista o del Rosario [modifica]
È stata realizzata nel 1690-91. Il prospetto è diviso in due ordini da una balaustra con statue; in basso, il grande portale centrale è sormontato dalla statua di S. Domenico di Guzman ed è fiancheggiato da due colonne scanalate a spirale, con capitelli decorati; in alto, la grande finestra centrale è fiancheggiata da trofei di fiori; un'altra balaustra divide il secondo ordine dal timpano dal grande effetto plastico. La pianta è a croce greca e all'interno, lungo tutto il perimetro, presenta ricchi altari. Il Pulpito è l'unico ad essere realizzato in pietra leccese. La copertura è a capriate lignee; la realizzazione della cupola fu sconsigliata per le grandi dimensioni della campata.
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Ultimo aggiornamento ( martedì 04 novembre 2008 )
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