|
Scritto da francesco
|
|
sabato 11 ottobre 2008 |
Situato nella centralissima Piazza Sant'Oronzo, ne resta l'arena, le gradinate inferiori e parte delle mura esterne.
Costruito nel II secolo d.C., misurava circa 102 m × 83 m e riusciva a contenere oltre 25.000 spettatori; in epoche successive fu sotterrato e sovrastato da altri edifici. Nel 1901, però, durante gli scavi per la costruzione della sede locale della Banca d'Italia, fu portato alla luce grazie alla determinazione di Cosimo De Giorgi, il quale considerò la scoperta come: «uno stemma nobiliare trovato per caso frugando fra le carte di famiglia e del quale non conoscevamo l'esistenza».
L’edificio, costruito in pietra leccese, era in gran parte rivestito da marmi non sempre bianchi ma anche artisticamente lavorati ed era arricchito di decorazioni, ora conservate presso il Museo di Lecce. All’interno, l'altezza dei gradoni sedili aumenta man mano che si sale verso gli ordini più alti per rendere ben visibile l'arena da qualsiasi punto della cavea. A seconda della loro importanza, le strutture esterne furono rivestite con materiali più o meno nobili: rivestimenti marmorei o intonaco. Non si sa con precisione né colui che fece edificare l'Anfiteatro, né l'epoca esatta a cui esso risale. Recenti studi riferiscono l’edificazione all'età augustea. Nel 1938, però, durante la sistemazione dell'Anfiteatro, venne alla luce un'iscrizione con la menzione di Traiano, oggi, però, scomparsa. Dell'Anfiteatro, è stato possibile portare alla luce solo una porzione, a causa della sua estensione, che comprende Piazza Sant'Oronzo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie ed alcuni edifici circostanti. Grazie ad un decreto del Re d'Italia, Vittorio Emanuele III, su proposta dell'onorevole Bernabei, l'Anfiteatro è stato dichiarato Monumento Nazionale
|
|
Ultimo aggiornamento ( domenica 12 ottobre 2008 )
|